Si può friggere con l’olio extravergine di oliva? Cosa dice davvero la scienza

Olio extravergine di oliva versato in padella per la cottura e la frittura

Si può friggere con l’olio extravergine di oliva oppure il calore lo rende inadatto? È una delle domande più frequenti sull’EVOO. La risposta breve è sì: l’olio di oliva è adatto anche alla cottura e alla frittura, purché temperatura, durata e riutilizzo siano gestiti correttamente. Il punto di fumo conta, ma non è l’unico parametro da considerare.

In breve

  • L’International Olive Council indica per l’olio di oliva un punto di fumo intorno a 210 °C, superiore alla temperatura di frittura consigliata di circa 180 °C.
  • Gli studi mostrano che gli oli di oliva hanno una buona resistenza all’ossidazione durante la frittura.
  • Più temperatura e tempo aumentano, più accelerano le trasformazioni dell’olio e la perdita di alcuni composti fenolici.
  • Per l’uso domestico conviene evitare di far fumare l’olio e limitare i riutilizzi.

Olio extravergine per friggere: il mito del punto di fumo

Il punto di fumo è la temperatura alla quale un grasso riscaldato comincia a produrre fumo visibile. È un’informazione utile, ma non descrive da sola la stabilità di un olio durante la cottura. Una ricerca pubblicata nel 2025 su 48 oli vergini ha mostrato che il punto di fumo dipende in modo importante dalla composizione dell’olio, in particolare dal contenuto di acidi grassi liberi.

L’International Olive Council riporta un valore indicativo di circa 210 °C per l’olio di oliva e una temperatura consigliata per friggere intorno a 180 °C. In cucina, quindi, la temperatura normale di frittura può rimanere ben al di sotto del punto in cui l’olio comincia a fumare.

La domanda corretta non è solo “qual è il punto di fumo?”, ma anche “quanto a lungo e a quale temperatura sto riscaldando l’olio?”.

Cosa succede all’EVOO quando viene riscaldato?

Il calore provoca trasformazioni chimiche in tutti gli oli alimentari. La velocità con cui avvengono dipende da temperatura, durata, presenza di ossigeno, composizione in acidi grassi e quantità iniziale di composti antiossidanti.

Uno studio sulla cottura domestica in padella ha analizzato EVOO a 120 e 170 °C e ha osservato una riduzione dei polifenoli con l’aumento della temperatura. Questo non significa che l’olio diventi improvvisamente inadatto: significa che temperatura e tempo modificano progressivamente il profilo dei composti minori.

Un altro studio su oli extravergini riscaldati a 170 e 200 °C ha rilevato una degradazione maggiore a 200 °C. È quindi sensato evitare temperature inutilmente elevate e soprattutto evitare che l’olio venga lasciato a lungo sul fuoco senza alimento.

L’olio extravergine è stabile durante la frittura?

La stabilità ossidativa dipende molto dalla composizione. In uno studio comparativo in condizioni di frittura prolungata, gli oli di oliva hanno resistito più a lungo rispetto a una miscela commerciale di oli vegetali usata come confronto; l’EVOO DOP analizzato mostrava inoltre livelli inferiori di ossidazione e idrolisi e una maggiore presenza di composti antiossidanti minori.

Una ricerca del 2026 sulla frittura profonda con EVOO conferma però un punto importante: con cicli ripetuti di frittura il contenuto fenolico può diminuire in modo consistente, e l’entità della perdita cambia anche in base al tipo di alimento. Quindi “resiste al calore” non significa “rimane identico dopo molti cicli”.

A che temperatura friggere con olio di oliva?

Come riferimento pratico, l’International Olive Council distingue diverse fasce in funzione degli alimenti:

130–145 °C: alimenti ricchi di acqua, come alcune verdure, patate e frutta.

155–170 °C: alimenti con pastella, farina o panatura.

175–190 °C: piccoli alimenti che devono cuocere rapidamente.

Non sono numeri universali per ogni ricetta: dimensione dell’alimento, quantità di acqua, pentola e volume d’olio cambiano il comportamento della frittura. Un termometro da cucina è il modo più semplice per evitare di lavorare “a occhio”.

Come friggere bene con l’EVOO: checklist pratica

Non aspettare che fumi: il fumo è un segnale che la temperatura è eccessiva.

Controlla la temperatura: per molte fritture domestiche 160–180 °C è un intervallo pratico.

Non sovraccaricare la padella: troppo alimento freddo abbassa bruscamente la temperatura.

Evita riscaldamenti inutilmente lunghi: tempo e temperatura lavorano insieme nel degradare l’olio.

Limita il riutilizzo: l’IOC raccomanda in generale di non riutilizzare l’olio più di quattro o cinque volte.

Conserva bene l’olio: luce e calore accelerano il deterioramento già prima della cottura.

FAQ: friggere con olio extravergine di oliva

L’olio extravergine di oliva diventa tossico quando si scalda?

Dire che l’EVOO diventa automaticamente “tossico” appena viene riscaldato è scorretto. Come tutti gli oli, subisce trasformazioni con calore e tempo; per questo vanno evitate temperature eccessive, fumo e riutilizzi ripetuti. Gli studi disponibili mostrano una buona stabilità degli oli di oliva nelle normali condizioni di frittura.

È meglio l’extravergine o l’olio di oliva raffinato per friggere?

Entrambi possono essere utilizzati. L’EVOO contiene composti minori e fenolici che contribuiscono alla sua stabilità, ma varietà, qualità iniziale e condizioni d’uso fanno differenza. La scelta può dipendere anche dal profilo aromatico desiderato e dal costo.

Quante volte posso riutilizzare l’olio?

L’IOC indica come raccomandazione generale di non superare quattro o cinque riutilizzi. Nella pratica, però, durata, temperatura, residui di cibo e condizioni dell’olio possono rendere opportuno sostituirlo prima.

Conclusione: sì, l’EVOO si può usare anche per friggere

L’idea che l’olio extravergine debba essere usato esclusivamente a crudo non è supportata dalle evidenze disponibili. L’EVOO può essere usato per soffriggere, cuocere e friggere. Il punto decisivo è gestire correttamente temperatura e tempo: non farlo fumare, non surriscaldarlo inutilmente e non trattare l’olio come se potesse essere riutilizzato all’infinito.

Osservatorio Olio EVO

Una serie editoriale di Italia Standard dedicata a spiegare l’olio extravergine di oliva attraverso fonti verificabili, linguaggio chiaro e indicazioni utili per il consumatore.